Anche per il prossimo anno, il regime forfetario risulta lo strumento di agevolazione fiscale più importante per i professionisti, artigiani e ditte individuali di piccole dimensioni.
È inserito nel Titolo II della Legge di Bilancio 2026 «Misure in materia fiscale e per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie» e consente di usufruire di una tassazione ridotta e di una gestione della contabilità più semplice.
I vantaggi del regime forfetario
La tassazione agevolata
Il regime forfetario prevede una tassazione agevolata attraverso l’applicazione di un’imposta sostitutiva al 15% con un’aliquota unica che sostituisce l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali.
Per determinare il reddito imponibile sul quale calcolare le tasse, anziché dedurre i costi, si applica un coefficiente di redditività ai ricavi, variabile in base al tipo di attività e al codice ATECO.
| Settore | coefficiente |
| Industrie alimentari e delle bevande | 40% |
| Commercio all’ingrosso e al dettaglio | 40% |
| Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande | 40% |
| Commercio ambulante di altri prodotti | 54% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 86% |
| intermediari del commercio | 62% |
| Attivita dei servizi di alloggio e di ristorazione | 40% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi | 78% |
| Altre attività economiche | 67% |
Clicca qui per consultare i coefficienti di redditività a seconda dei codici ATECO
Per esempio, il reddito imponibile di un negozio al dettaglio (coefficiente di redditività al 40%) con un ricavo annuale di 60 mila euro è: 60 mila × 40% = 24 mila euro.
Su questa base si calcola l’imposta sostitutiva: 24 mila × 15% = 3.600 euro per l’intero anno, a prescindere dai costi effettivamente sostenuti dal negoziante.
Inoltre, in presenza di determinati requisiti, per i primi cinque anni di attività, è prevista un’ulteriore agevolazione con un’imposta sostitutiva del 5%.
La semplificazione degli adempimenti
L’adesione a questo regime garantisce una notevole semplificazione burocratica, amministrativa e contabile, e prevede l’esonero da:
- registrazione delle fatture emesse e ricevute
- tenuta dei libri contabili
- operazioni periodiche di liquidazione dell’IVA
- partecipazione agli studi di settore o ISA
- comunicazioni Intrastat
Infatti, i principali obblighi contabili previsti per i contribuenti forfetari sono:
- emettere lo scontrino fiscale o la fattura elettronica
- numerare e conservare le fatture di acquisto
Come aderire al regime forfetario
Per aderire al regime forfetario è sufficiente comunicare la propria scelta direttamente all’Agenzia delle Entrate:
- in fase di apertura della partita IVA
- attraverso la dichiarazione dei redditi annuale, compilando i quadri LM e RR del modello Redditi Persone Fisiche


I requisiti di ammissione
In generale per il 2026, possono accedere al regime forfetario «i contribuenti persone fisiche, esercenti attività d’impresa, arti o professioni» di diverse categorie con:
- residenza in Italia o nello Spazio Economico Europeo, a patto che producano in Italia almeno il 75% del reddito complessivo
- ricavi dell’attività fino a 85 mila euro
- costi per personale dipendente fino a 20 mila euro
Le cause di esclusione
Le principali cause di esclusione dal regime agevolato sono:
- superamento delle soglie per l’ammissione
- percepimento di altri redditi da lavoro dipendente fino a 35 mila euro
Inoltre, non è possibile accedere al forfetario in caso di:
- partecipazione a società che esercitano attività collegate a quella svolta individualmente.
- prevalente collaborazione con ex – datore di lavoro o soggetti a lui riconducibili
In particolare, restano escluse anche alcune categorie commerciali che riguardano la vendita di:
- fabbricati o porzioni di fabbricato e di terreni edificabili
- mezzi di trasporto nuovi intra UE
- sali e tabacchi e altri beni o servizi soggetti a monopolio o concessioni dello Stato
- oggetti usati, d’arte, antiquariato o collezione
Infine, risultano incompatibili con il regime forfetario le attività di agricoltura, pesca e attività connesse, le agenzie di viaggi e turismo, gli agriturismi.
Come uscire dal regime forfetario
Il contribuente può anche optare per l’uscita volontaria dal regime forfetario e passare al regime ordinario dall’anno successivo.
Il passaggio avviene in modo automatico comunicandolo all’Agenzia delle Entrate con le stesse modalità dell’adesione, e non comporta sanzioni.
I contributi previdenziali nel regime forfetario
Gli artigiani e commercianti che aderiscono al regime forfetario possono anche usufruire di una riduzione del 35% sul totale dei contributi dovuti.
L’agevolazione si applica sia ai contributi fissi dovuti sul minimale di reddito, sia ai contributi eventualmente calcolati sulla parte eccedente il minimale.
D’altra parte, per chi versa solo i contributi minimi, l’agevolazione comporta anche una riduzione delle settimane conteggiate ai fini pensionistici, che diventano circa 33 all’anno anziché 52.
Inoltre, chi si iscrive per la prima volta nel 2026 alla gestione artigiani e commercianti, può richiedere una decontribuzione del 50% sui versamenti INPS.
Questa agevolazione viene concessa per i primi tre anni di attività, terminati i quali il contribuente in regime forfetario può comunque richiedere l’agevolazione del 35%.
L’adesione al regime forfetario 2026 può rappresentare una grande opportunità per migliorare la gestione fiscale e contributiva di professionisti, artigiani e ditte individuali di piccole dimensioni.
Conoscere bene regole, requisiti e casi particolari è fondamentale per accedere correttamente al regime agevolato e sfruttare appieno tutti i vantaggi disponibili.
Il nostro studio può affiancarti nell’analisi della tua situazione, guidandoti in ogni passaggio per ottimizzare tassazione, contributi e adempimenti secondo le nuove regole del regime forfetario.

Consilium SRL
Servizi di consulenza integrata attraverso un team affiatato di professionisti di consolidata esperienza nel diritto d’impresa e del lavoro, servizi contabili e controllo di gestione.