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Intelligenza artificiale, diritto ed economia: il futuro del lavoro tra tutele, innovazione e sostenibilità

Interrogativi complessi di natura giuridica, etica e sociale

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro comporta trasformazioni profonde e dalla portata imprevedibile, sia sul piano pratico che normativo.

Infatti, se da un lato rappresenta un’importante opportunità di progresso tecnologico, dall’altro apre interrogativi complessi di natura giuridica, etica e sociale.

Questo processo sta mettendo progressivamente sotto pressione l’attuale sistema di tutele, la ripartizione delle responsabilità, la sostenibilità dei modelli organizzativi e la tenuta dell’occupazione.

Negli ultimi anni, diverse istituzioni si stanno interrogando su come accompagnare e favorire l’innovazione salvaguardando i principi fondanti del nostro ordinamento lavoristico.

La Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026

Uno dei primi passi è stato l’aggiornamento della Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale 2024-2026 a cura dell’Agenzia per l’Italia Digitale, pubblicata lo scorso 22 luglio 2024.

La strategia è frutto del lavoro di un comitato di esperti, incaricato di affiancare il Governo nella definizione di regole e indirizzi sull’uso dell’IA.

Il gruppo, composto da quattordici professionisti con esperienze diverse ma complementari, ha lavorato per proporre uno sviluppo dell’intelligenza artificiale etico, utile e accessibile a tutti.

Un programma di azioni concrete

Il documento guarda al panorama globale e al ruolo dell’Italia, e propone un programma di azioni concrete articolate in quattro grandi aree: ricerca, pubblica amministrazione, imprese e formazione.

Ciascuno di questi ambiti condivide strategie per il raggiungimento di obiettivi comuni e l’adozione di azioni trasversali, pensate per rafforzare l’efficacia del programma.

Queste includono anche un sistema di monitoraggio e un’analisi del quadro normativo entro cui le modalità di applicazione dell’IA dovranno svilupparsi nei prossimi anni.

La strategia elaborata dal Comitato inquadra l’intelligenza artificiale come un concreto motore di sviluppo per il nostro Paese, valorizzando le nostre peculiarità e promuovendo lo sviluppo e l’adozione di soluzioni trasparenti e affidabili, in sintonia con i nostri valori

Prof. Gianluigi Greco, coordinatore del Comitato.

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Le Linee guida sull’impiego dell’IA del Ministero del Lavoro

Successivamente, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha presentato le «Linee guida per l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro», la cui redazione ha coinvolto attivamente il mondo imprenditoriale e professionale.

Infatti, per scrivere il documento, il Ministero ha avviato una consultazione pubblica rivolta ad aziende, PMI, professionisti, sindacati e associazioni di categoria di tutto il territorio nazionale.

Il Ministero ha inoltre raccolto i contributi di centri di formazione, ricercatori, esperti digitali e altri soggetti toccati dall’impatto dell’IA sul lavoro quotidiano.

Un’IA sicura, trasparente e rispettosa dei diritti

L’obbiettivo delle linee guida è promuovere criteri e strategie per un’introduzione dell’IA sicura, trasparente, rispettosa dei diritti e davvero utile per le persone.

Per questo, nel testo emerge chiaramente un cambio di prospettiva: l’intelligenza artificiale non è più considerata solo dal punto di vista tecnologico, ma diventa un tema sociale che richiede attenzione da più punti di vista.

Clicca qui per consultare le Linee guida per l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro

Il DDL «Disposizioni in materia di utilizzo dell’intelligenza artificiale»

Il disegno di legge approvato al Senato lo scorso 20 marzo (“Disposizioni in materia di utilizzo dell’intelligenza artificiale”) è il primo provvedimento verso una normativa italiana unitaria sull’IA.

Ha l’obiettivo di costruire una strategia nazionale di introduzione dell’intelligenza artificiale nel nostro Paese in linea con il Regolamento UE 2024/1689, il cosiddetto «AI Act».

Al centro della proposta ci sono valori chiave come competitività e innovazione, ma anche trasparenza, responsabilità e tutela dei diritti fondamentali della persona.

Regole chiare e conformi alla normativa in vigore

Il disegno di legge introduce regole chiare per l’impiego sicuro dell’IA nella sanità e ricerca, lavoro e professioni intellettuali, giustizia, pubblica amministrazione e sicurezza nazionale.

Dal punto di vista giuridico, ribadisce l’obbligo di conformità e continuità con quanto già previsto dalla normativa in vigore in tema di rispetto della dignità umana, trasparenza, divieto di discriminazione e protezione dei dati.

Lavoro e professioni intellettuali

In particolare, specifica l’obbligo di informare adeguatamente i lavoratori sull’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per il controllo a distanza, che richiedono l’attivazione di meccanismi di salvaguardia previsti dallo Statuto dei Lavoratori.

Il testo stabilisce inoltre che i sistemi di IA possono affiancare l’attività dei professionisti, ma non sostituirne il contributo umano e intellettuale, nemmeno con il consenso del destinatario della prestazione.

Inoltre, nel rispetto del rapporto fiduciario tra professionista e cliente, introduce l’obbligo di un’informativa chiara, comprensibile ed esaustiva sulle modalità di impiego dell’intelligenza artificiale nella propria attività.

Clicca qui per consultare il DDL «Disposizioni in materia di utilizzo dell’intelligenza artificiale»

L’IA: uno strumento per migliorare qualità, efficienza e benessere

L’ordinamento giuslavoristico italiano si fonda su una tradizione strutturata sulla tutela della persona e sulla garanzia dei diritti fondamentali.

In questo contesto, il disegno di legge attualmente in discussione segna l’inizio di una regolamentazione coerente dell’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale nei rapporti di lavoro.

Ma accanto all’intervento normativo, si rende sempre più urgente promuovere la diffusione di una nuova cultura del lavoro capace di armonizzare responsabilità sociale, innovazione tecnologica e trasformazione digitale.

Infatti, la vera sfida per aziende, professionisti e lavoratori è ripensare l’organizzazione del lavoro affinché l’intelligenza artificiale diventi uno strumento per migliorare qualità, efficienza e benessere, e non un’occasione di scontro tra tradizione e innovazione.

Fonti:
https://innovazione.gov.it/notizie/articoli/strategia-italiana-per-l-intelligenza-artificiale-2024-2026/
https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/nasce-losservatorio-nazionale-sullintelligenza-artificiale-nel-mondo-del-lavoro
https://www.senato.it/leggi-e-documenti/disegni-di-legge/scheda-ddl?did=58262

Foto di copertina: Immagine di DC Studio su Freepik


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