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Rottamazione dei tributi locali: le novità del decreto sul federalismo fiscale

Contesto normativo e obiettivi del decreto

Il nuovo decreto attuativo sul federalismo fiscale, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 9 maggio 2025, introduce importanti novità sulla gestione e riscossione dei tributi locali.

Si inserisce nel quadro della riforma fiscale avviata con la legge delega n°111/2023, nel pieno rispetto dei principi generali dell’ordinamento tributario e degli articoli 23, 53 e 119 della Costituzione.

Articolo 23 – Prestazioni personali o patrimoniali

Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.

Articolo 53 – Sistema tributario

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Articolo 119 – Autonomia finanziaria di Regioni ed enti locali

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome.
Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.
Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio. […]

Questo provvedimento punta a rafforzare l’autonomia finanziaria degli enti locali, semplificare i processi di riscossione e incentivare l’adempimento spontaneo da parte dei contribuenti.

Clicca qui per leggere lo schema del decreto legislativo recante:

Disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale

Definizione agevolata e strumenti di compliance

Tra le novità più rilevanti del decreto vi è la possibilità, per Comuni e Regioni, di introdurre definizioni agevolate sui tributi locali, simili alla rottamazione statale.

Infatti, riconosce agli enti territoriali la facoltà di ridurre autonomamente sanzioni e interessi per crediti difficilmente esigibili, procedure pendenti o controversie tributarie già in corso.

Inoltre, per rendere sempre più trasparente, equo e collaborativo il rapporto con i cittadini,  dispone che gli enti si impegnino a:

  • semplificare le procedure
  • fornire informazioni chiare e tempestive
  • attivare servizi di assistenza e consulenza
  • garantire rimborsi rapidi

In linea con la riforma nazionale, prevede misure per favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari da parte dei contribuenti, prima che vengano avviati accertamenti formali.

Tra queste, lettere di compliance per rimediare con sanzioni ridotte ad eventuali anomalie, agevolazioni per chi regolarizza spontaneamente la propria posizione o adempie con addebito diretto su conto corrente.

IMU, TARI, canone patrimoniale e altri tributi locali

La portata del nuovo decreto comprende IMU, TARI e canone patrimoniale unico (ex-TOSAP, COSAP, affissioni, ed altri) ma esclude imposte come IRAP e addizionali regionali IRPEF.

Grazie alle nuove norme, gli enti locali potranno ridurre o azzerare sanzioni e interessi ed avranno una maggiore flessibilità nel definire regolamenti e scadenze.

Tra le semplificazioni più rilevanti c’è l’estensione della procedura di accertamento esecutivo anche alle Regioni.

Questo strumento, già usato dai Comuni per velocizzare la riscossione, prevede per il debitore in obiettiva difficoltà il pagamento delle somme dovute fino a un massimo di 72 rate mensili.

Bollo auto e imposta di trascrizione

Il decreto riconosce alle Regioni maggiore autonomia nel definire l’importo del bollo auto, adeguandolo alle proprie esigenze finanziarie e politiche fiscali locali.

Inoltre, stabilisce che il pagamento avvenga annualmente in base al mese di immatricolazione e semplifica la procedura per interrompere il pagamento nel caso di cessione del veicolo a un rivenditore.

Infine, chiarisce che l’eventuale fermo amministrativo non sospende l’obbligo di pagamento della tassa.

In merito all’imposta di trascrizione, dovuta in caso di passaggio di proprietà, definisce  una tariffa base nazionale graduata per tipo e potenza del veicolo, garantendo omogeneità tra le province.

Ostacoli e prospettive della riforma

La possibilità di introdurre forme di rottamazione locale si inserisce in un disegno più ampio, volto a rendere il fisco più equo, accessibile e coerente.

Queste misure potrebbero integrarsi con gli strumenti già adottati a livello statale, come la rottamazione-quater, favorendo una maggiore armonizzazione tra sistema fiscale centrale e territoriale.

Tuttavia, nel corso della riunione tecnica svoltasi in Conferenza Unificata lo scorso 10 giugno 2025, sono emerse diverse criticità, evidenziate dall’ANCI in un comunicato ufficiale che chiede la revisione del testo.

Clicca qui per leggere il documento dell’ANCI:

Osservazioni alla bozza di decreto attuativo dell’art.14 della Delega fiscale recante disposizioni in materia di tributi regionali e locali

L’assenza di un’intesa tra istituzioni statali e locali rende necessari ulteriori confronti e modifiche, e potrebbe rallentare l’approvazione definitiva del provvedimento, che secondo quanto previsto dalla legge delega dovrebbe essere emanato entro il 29 agosto 2025.

Sarà quindi fondamentale, nei prossimi mesi, trovare un equilibrio tra le esigenze delle diverse parti, affinché la riforma possa rappresentare un reale passo avanti verso un fisco più moderno e vicino ai cittadini.

Fonti:
https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-127/28391
https://www.fondazioneifel.it/ifelinforma-news/item/11895-delega-fiscale-il-documento-anci-ifel-sullo-schema-di-decreto-sulla-fiscalita-degli-enti-territoriali

Foto di copertina: Immagine di freepik


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