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Assegni familiari 2026: nuovi limiti di reddito per agricoltori e pensionati

Con la recente circolare n°32/2026, l’INPS ha aggiornato le soglie di reddito per gli AF (assegni familiari) e le maggiorazioni delle pensioni. 

Le nuove tabelle determinano il diritto ai benefici per le famiglie non coperte dall’AUU (Assegno Unico Universale), come i coltivatori diretti e i pensionati delle gestioni speciali.

Il provvedimento riguarda esclusivamente gli assegni familiari destinati a specifiche categorie (agricoltori e autonomi), che differiscono dagli ANF (Assegni per il Nucleo Familiare) dedicati invece alla generalità dei lavoratori dipendenti.

Clicca qui per consultare la circolare INPS n°32/2026

I principali destinatari della circolare

Il provvedimento è dedicato ai nuclei composti da:

  • coniugi senza figli
  • fratelli, sorelle o nipoti (se orfani e inabili o minori).
  • pensionati delle gestioni speciali

In particolare, i coltivatori diretti, coloni, mezzadri e piccoli coltivatori che richiedono l’assegno familiare per persone conviventi diverse dai figli. 

Invece, per la gestione dei figli a carico (e in alcuni casi di figli disabili maggiorenni), interviene l’assegno unico. 

Tra queste due prestazioni vige il principio di incumulabilità: l’erogazione dell’assegno unico universale per un determinato familiare esclude automaticamente la possibilità di richiedere gli assegni familiari per lo stesso soggetto.

Le maggiorazioni per i pensionati delle gestioni speciali

Secondo le istruzioni dell’INPS, le maggiorazioni di pensione spettano anche ai pensionati delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

Questi incrementi economici vengono erogati per il coniuge, i figli minorenni, i figli inabili di ogni età e, in casi specifici, per i genitori anziani conviventi.

Gli interessati devono presentare il modello RED, solitamente entro il 28 febbraio dell’anno successivo alla prestazione, per dichiarare i propri redditi e dei familiari.

La rivalutazione dell’1,8% per l’adeguamento ISTAT

Rispetto al 2025, i limiti di reddito familiare sono aumentati dell’1,8% seguendo l’adeguamento ISTAT al costo della vita:

  • 861,69 euro: per il coniuge, un solo genitore (o equiparato), fratelli, sorelle e nipoti.
  • 1.507,96 euro: nel caso di due genitori o figure equiparate a carico

Invece, gli importi mensili spettanti per ogni familiare a carico rimangono fissati su cifre standard:

  • 8,18 euro:  coltivatori diretti, coloni e mezzadri per i familiari collaterali (fratelli, sorelle e nipoti) e per i genitori o equiparati
  • 10,21 euro: pensionati delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e ai piccoli coltivatori diretti per il coniuge, i fratelli, le sorelle e i nipoti.

Tali somme vengono erogate direttamente nel cedolino della pensione o, per i lavoratori attivi, corrisposte dall’INPS a seguito della presentazione della domanda.

Conservazione degli altri benefici e continuità di tutela

Il superamento dei limiti di reddito comporta la sospensione dell’erogazione degli assegni familiari ma non la perdita automatica di altri vantaggi legati al carico familiare. 

Per esempio, restano valide le agevolazioni di comuni o enti regionali su trasporti, mense, bollette ed altre voci basate sulla composizione del nucleo familiare e sull’ISEE. 

Infatti per molti altri benefici, che restano legati alla convivenza e altre situazioni certificate, permane lo status di «familiare a carico».

Lo scopo è tutelare il potere d’acquisto complessivo del nucleo familiare nei casi di «vivenza a carico», indipendentemente dal superamento delle soglie stabilite per gli assegni familiari.

Decorrenza, durata e variazioni infra-annuali.

I nuovi limiti di reddito si applicano a partire dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.

In questo modo, da una parte permettono di recuperare eventuali arretrati nel caso in cui nei primi mesi dell’anno l’assegno sia stato calcolato sui vecchi parametri. 

Dall’altra, impongono ai contribuenti una verifica costante della propria situazione, e la comunicazione tempestiva all’ente di ogni variazione della composizione del nucleo o dei redditi percepiti.

Modalità e scadenze per l’inoltro della domanda

La presentazione della domanda per ottenere gli assegni familiari o le maggiorazioni di pensione deve avvenire esclusivamente in via telematica, utilizzando il portale INPS tramite SPID, CIE o CNS. 

Per i lavoratori agricoli a tempo determinato (OTD), la richiesta va inoltrata ogni anno, solitamente entro il 31 marzo, in concomitanza con la domanda di disoccupazione agricola, poiché l’Istituto non rinnova il beneficio automaticamente.

Per i pensionati delle gestioni speciali, invece, la procedura consiste in una «domanda di ricostituzione della pensione per motivi reddituali», finalizzata all’accredito della maggiorazione direttamente nel cedolino mensile. 

Sebbene per queste prestazioni valga il termine di prescrizione quinquennale per il recupero degli arretrati, è fondamentale rispettare la scadenza annuale del modello RED per evitare la sospensione immediata dei pagamenti in corso. 


Gli assegni familiari sono un importante strumento a sostegno del reddito di diverse categorie di contribuenti.

Il nostro studio è a tua disposizione per valutare la tua posizione e guidarti in ogni fase della presentazione della domanda.

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