decreto lavoro 2026

Decreto Lavoro 2026: le novità su salari, contratti collettivi e bonus assunzioni

Il Senato ha appena approvato in via definitiva il DL 62/2026, il cosiddetto «Decreto Lavoro 2026» che introduce un pacchetto organico di misure che agiscono su tre fronti:

  • qualità della retribuzione
  • sostegno all’occupazione stabile
  • contrasto alle nuove forme di sfruttamento 

Il salario giusto

Una delle novità più rilevanti è l’introduzione del concetto di «salario giusto», secondo il quale il trattamento economico del lavoratore non può essere inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali.

Rientrano nel computo tutte le voci retributive fisse e continuative, le mensilità aggiuntive, il welfare contrattuale collettivo, escludendo le componenti variabili individuali come straordinari, lavoro notturno e premi sul risultato.

Da una parte, la norma vuole tutelare il lavoratore da accordi con condizioni economiche e contrattuali svantaggiose rispetto ai criteri stabiliti dalla contrattazione collettiva. 

Dall’altra, stabilisce la corretta applicazione dei criteri salariali previsti dai CCNL come una delle condizioni perché le aziende possano accedere agli incentivi pubblici.

CCNL: codice alfanumerico e rinnovo

Sempre in tema di contrattazione collettiva, il testo prevede che le aziende riportino nella lettera di assunzione, in busta paga e nelle comunicazioni obbligatorie il contratto collettivo applicato.

Questa indicazione avviene attraverso un codice alfanumerico univoco, utilizzato anche dal  Ministero del Lavoro, INPS, Ispettorato e CNEL per monitorare l’applicazione dei contratti e verificare i presupposti di accesso agli incentivi. 

Inoltre, per incentivare i tavoli negoziali di rinnovo, stabilisce una doppia scadenza per sindacati e associazioni datoriali con contratti nazionali scaduti:

  • 9 mesi – aumento automatico in busta paga pari al 50% dell’inflazione programmata, erogata dall’azienda come acconto sui futuri aumenti contrattuali.
  • 12 mesi – sospensione del versamento delle quote di assistenza contrattuale destinati alle associazioni di categoria e gli enti bilaterali.

I bonus assunzioni 2026

Il Decreto Lavoro 2026 conferma i principali incentivi all’occupazione previsti dai provvedimenti precedenti, vincolandoli ai nuovi parametri:

  • applicazione del salario giusto
  • rispetto della trasparenza contrattuale
  • l’assenza di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nei 6 mesi precedenti
  • netto incremento occupazionale.

In generale, le misure prevedono 24 mesi di esonero contributivo al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato, e operano dal 1° gennaio 2026 con effetto retroattivo sui contratti  già firmati.

Bonus Donne

Dedicato alle lavoratrici svantaggiate e disoccupate da almeno due anni, prevede un massimale di 650 euro mensili, che nelle aree ZES Mezzogiorno sale a 800 euro.

Bonus Giovani

Pensato per le assunzioni di under 35 mai occupati stabilmente, riconosce uno sgravio fino a 500 euro al mese, elevato a 650 euro nelle aree ZES.

Bonus ZES 

Garantisce alle imprese fino a 10 dipendenti operanti nelle aree ZES Mezzogiorno una detassazione di 650 euro mensili per le assunzioni di lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.

Bonus Stabilizzazione

Incentiva la trasformazione dei contratti a tempo determinato in tempo indeterminato, con un esonero fino a 500 euro mensili per 24 mesi. 

La conciliazione vita-lavoro

Il decreto introduce anche uno sgravio contributivo collegato alla certificazione UNI/PdR 192:2026, elaborata di recente su proposta del Dipartimento per le Politiche della Famiglia. 

Si basa su requisiti verificabili delle aziende che investono su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità oraria, welfare aziendale e continuità di carriera. 

Le imprese in possesso di questa certificazione beneficerebbero di un esonero fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, nel limite di 50.000 euro annui, cumulabile con gli altri incentivi. 

Clicca qui per consultare la prassi ministeriale del Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare
e lavoro – Requisiti per il benessere delle famiglie

Il contrasto al «caporalato digitale»

Il legislatore interviene anche per tutelare i «lavoratori intermediati da piattaforme digitali», formalmente inquadrati come autonomi, ma di fatto gestiti come subordinati.

Si tratta delle nuove professioni per le quali, al posto di un intermediario in carne e ossa, è un algoritmo ad assegnare i compiti, stabilire i compensi e applicare penalità.

Per esempio, i rider delle app di consegna, i driver delle piattaforme di trasporto, e diverse altre figure formalmente autonome la cui attività è interamente diretta da un software.

Per questi lavoratori, il decreto stabilisce che, quando l’algoritmo esercita poteri unilaterali di organizzazione, controllo o determinazione del compenso, scatta la presunzione di lavoro subordinato.

Allo stesso modo, garantisce alcuni diritti fondamentali:

  • Accesso ai dati degli ultimi cinque anni della propria storia lavorativa
  • Informazioni chiare sui criteri di assegnazione dei compiti e valutazione delle prestazioni
  • Confronto con una persona in carne e ossa sulle decisioni che limitano, sospendono o chiudono l’account di lavoro

Inoltre, introduce criteri più sicuri per la gestione degli account di lavoro:

  • accesso tramite identità digitale certificata (SPID, CIE o autenticazione forte)
  • divieto di condivisione delle credenziali
  • obbligo di un solo account per codice fiscale.

TFR e scadenze: cosa fare entro luglio

Il Decreto Lavoro contiene anche un’agevolazione per le aziende che, a seguito del superamento della soglia dimensionale o della nuova disciplina del Fondo di Tesoreria INPS, sono tenute per la prima volta al versamento delle quote di TFR. 

Per questi datori di lavoro, la scadenza inizialmente prevista al 16 maggio 2026 viene prorogata al 16 luglio senza interessi o sanzioni, e include le quote del periodo gennaio-giugno 2026.


L’applicazione delle nuove regole del Decreto Lavoro 2026 richiede una valutazione attenta della situazione contrattuale della tua azienda, dei requisiti per i nuovi bonus e dell’allineamento alle scadenze del TFR.

Il nostro studio è a tua disposizione per individuare le soluzioni più adatte alla tua realtà, verificare i presupposti di accesso agli incentivi e ridurre il rischio di errori o sanzioni nell’applicazione della nuova normativa.

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Francesca Ranieri

Consulente del lavoro responsabile del settore paghe