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IMU e TARI: le nuove regole, sanzioni e scadenze previste per il 2027

Il decreto legislativo n°147/2026, tra le altre disposizioni, ha approvato un’importante riforma dei tributi locali (IMU e TARI), introducendo diverse novità di rilievo.

Le principali novità riguardano le nuove procedure per la digitalizzazione degli adempimenti, i criteri per il calcolo delle sanzioni, l’introduzione del ravvedimento operoso anche a livello locale.

IMU: dichiarazione telematica, agevolazioni, rettifiche

La normativa ha rivisto L’IMU, l’imposta dovuta per fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli, su diversi fronti.

Modalità di trasmissione

In primo luogo, la nuova disciplina stabilisce l’obbligo di trasmissione esclusivamente tramite canale telematico.

Art. 26:  Semplificazione in materia di imposta municipale propria

«I soggetti passivi devono presentare la dichiarazione, esclusivamente in via telematica, secondo le modalità approvate con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze […] e costituisce l’unica modalità per l’assolvimento dell’adempimento dichiarativo. »

Restano invece confermate:

  • la scadenza del 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui ha avuto inizio il possesso o sono intervenute variazioni;
  • la validità per gli anni successivi se non variano i dati catastali dell’immobile.

Casi di riduzione/esenzione

La normativa rende obbligatorio inviare la dichiarazione IMU al Comune per poter usufruire di specifiche agevolazioni fiscali per gli immobili:

  • concessi in comodato a parenti in linea retta (riduzione del 50%)
  • posseduti da cooperative edilizie a proprietà indivisa (esenzione)
  • costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice (esenzione)

Rettifica della rendita: prescrizione, interessi e rimborsi

Nei casi in cui il contribuente proceda all’impugnazione in tribunale della rettifica della rendita catastale effettuata dall’Agenzia delle Entrate, il decreto dispone una deroga speciale alla prescrizione quinquennale ordinaria.

Infatti con la nuova norma il Comune può accertare l’eventuale maggior IMU dovuta, applicando esclusivamente gli interessi legali senza sanzioni, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo al passaggio in giudicato della sentenza.

Lo stesso termine si applica a favore del contribuente nel caso in cui la sentenza determini una rendita inferiore, per esercitare il diritto a richiedere il rimborso di quanto versato in eccedenza.

TARI: nuove scadenze

Il decreto modifica radicalmente anche la normativa della TARI, la tassa sui rifiuti.

In particolare, la scadenza per la presentazione della dichiarazione di inizio occupazione/detenzione dei locali passa dal 30 giugno dell’anno successivo a 90 giorni dall’inizio del possesso o della detenzione dei locali.

Lo stesso criterio si applica alle variazioni come ampliamento, frazionamento, cambiamento di destinazione d’uso, fine dell’occupazione ed altre.

La nuova disciplina sanzionatoria

Inoltre, la riforma elimina la discrezionalità dei Comuni nel calcolo delle sanzioni di IMU e TARI, introducendo un  meccanismo a tariffa fissa e predeterminata.

Quindi, per le violazioni eventualmente commesse a partire dal 1° gennaio 2027, entra in vigore un nuovo impianto sanzionatorio.

Per omessa dichiarazione, la sanzione passa dalla vecchia forbice 100%-200% del tributo non versato a una sanzione fissa del 100%; per dichiarazione infedele,  la sanzione passa dal 50%-100% al 40%.

violazione
IMU/TARI
fino al 31/12/2026
a discrezione dell’ente
dal 1/1/2027
tariffa fissa
omessa dich.100% – 200%100%
infedele dich.50% – 100%40%

Ravvedimento operoso e compliance

Ulteriori importanti modifiche estendono ai tributi locali i criteri previsti per i tributi erariali in tema di ravvedimento operoso.

Il ravvedimento frazionato consente al contribuente di sanare un’omissione pagando l’imposta a rate, mantenendo comunque la sanzione ridotta proporzionale alle quote versate.

Il ravvedimento esteso permette la regolarizzazione anche dopo diversi anni, anche dopo l’avvio di controlli o ispezioni da parte del Comune, purché prima della notifica dell’accertamento finale.

Infine, il decreto introduce un meccanismo di adempimento spontaneo: l’ente invia un avviso bonario con le informazioni in suo possesso e concede 60 giorni per presentare prove documentali. 

Il contribuente può così regolarizzare la propria posizione con il ravvedimento ordinario, prima che scatti l’accertamento esecutivo.


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