Legge annuale PMI 2026

La nuova legge annuale PMI 2026: incentivi e semplificazioni per le imprese virtuose

Cosa è la legge annuale sulle PMI

La nuova Legge 34/2026 introduce per la prima volta un appuntamento annuale di semplificazione e incentivi fiscali per sostenere competitività, reti d’impresa e ricambio generazionale.

Sebbene già lo Statuto delle Imprese del 2011 prevedesse l’istituzione di una legge annuale per le PMI, quella del 2026 è la prima applicazione concreta di questo mandato.

Con questo programma, il governo si impegna a:

  • monitorare lo stato di salute delle PMI
  • aggiornare periodicamente le norme
  • modificare o cancellare le misure non più efficaci.

Per questo, la legge interviene su diversi pilastri fondamentali per l’ecosistema delle PMI.

Clicca qui per consultare il testo integrale della Legge 34/2026

Agevolazioni per le reti di imprese

La normativa reintroduce, per il triennio 2026-2028, la sospensione d’imposta sugli utili d’impresa accantonati a riserva e investiti in progetti comuni di rete. 

In questo senso, ciascuna impresa si impegna a:

  • svolgere una o più prestazioni inerenti alla propria attività
  • condividere informazioni industriali, commerciali, tecniche

a favore della rete a cui appartiene.

L’agevolazione è valida fino a 1 milione di euro annui per azienda, a condizione che:

  • gli investimenti siano realizzati entro l’esercizio successivo e asseverati da organismi abilitati
  • la rete non acquisti una personalità giuridica propria.

Incentivo al ricambio generazionale

Inoltre, avvia l’esperimento di una «staffetta generazionale», permettendo ai dipendenti prossimi alla pensione di ridurre l’orario di lavoro, mantenendo il livello contributivo.

Per «prossimi alla pensione» si intendono i lavoratori che matureranno i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato entro il 1° gennaio 2028. 

In particolare, la misura consente la trasformazione di un contratto full-time (40 ore) a part time (20 ore settimanali), riconoscendo  la contribuzione figurativa per le ore non prestate. 

È riservata a un massimo di mille lavoratori impiegati presso aziende private con un organico fino a 50 dipendenti.

L’accesso al beneficio è subordinato all’assunzione contestuale di un giovane under 34 a tempo pieno e indeterminato, favorendo così l’opportuno passaggio di competenze.

Semplificazioni su salute e sicurezza sul lavoro

In tema di salute e sicurezza sul lavoro, semplifica gli adempimenti a carico di micro- e piccole imprese  affidando all’INAIL il compito di definire nuovi modelli organizzativi.

Contemporaneamente specifica che, per i rischi dello smart working in luoghi non aziendali, il datore di lavoro potrà assolvere i propri obblighi semplicemente consegnando un’informativa scritta.

In questo modo, limita la responsabilità dell’azienda ai soli rischi relativi alla mansione (es. postura al PC, affaticamento visivo) escludendo quelli legati all’ambiente, in quanto scelto autonomamente dal dipendente.

Delega al governo per l’accesso al credito e confidi

La delega al governo per il riordino dei confidi (consorzi e cooperative di garanzia collettiva fidi) punta a modernizzare e potenziare la disciplina dell’accesso al credito. 

La strategia prevede di:

  • Allargare la base sociale anche a grandi imprese, fondazioni bancarie, assicurazioni e altri investitori istituzionali per aumentare la solidità 
  • Incentivare le aggregazioni tra consorzi per ridurre i costi di gestione e migliorare la valutazione del merito creditizio delle piccole realtà
  • Adottare regole più severe per l’iscrizione all’albo degli intermediari finanziari requisiti patrimoniali, sistemi di controllo, trasparenza sui rischi

L’obiettivo è trasformare i Confidi da semplici garanti in partner strategici capaci di offrire servizi diretti di consulenza e assistenza finanziaria alle imprese.

Modifiche al Codice degli appalti per consorzi e cooperative

Le modifiche al Codice dei contratti pubblici equiparano i consorzi tra imprese artigiane e di cooperative ad altre forme di aggregazione per facilitare la loro partecipazione alle gare.

Questa novità, consentendo di sommare i requisiti tecnico-economici dei singoli soci, elimina disparità storiche e favorisce la partecipazione a gare d’appalto più rilevanti.

Riforma dei criteri di accesso al regime  di «start-up innovativa»

La riforma dei criteri di accesso al regime di «start-up innovativa» privilegia indicatori di crescita reali, che misurano la tenuta economica dell’impresa:

  • Incremento del fatturato
  • Margine operativo lordo
  • Coinvolgimento di investitori esterni

In questo modo, viene premiata la validità commerciale dell’idea e la capacità di creare valore, al di là dei capitali iniziali.

Inoltre, introduce sanzioni severe contro pratiche di concorrenza sleale e manipolazioni del mercato digitale, a tutela della reputazione delle piccole imprese virtuose.


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