La Manovra 2026, da una parte porta notevoli cambiamenti che alleggeriscono la pressione fiscale su diverse fasce di contribuenti.
Per esempio, prevede l’abbassamento dal 35% al 33% dell’aliquota IRPEF per i redditi da 28 mila a 50 mila euro.
Oppure, introduce la cosiddetta rottamazione quinquies che consentirà di regolarizzare i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate – Riscossione dal 2000 al 2023.
Dall’altra, inasprisce le strategie per la lotta all’evasione e introduce nuove misure per il recupero delle somme iscritte a credito.
Collegamento obbligatorio tra POS e registratori di cassa
La prima di queste novità, peraltro annunciata da diversi mesi, è l’obbligo di collegare i terminali POS e altri dispositivi che accettano pagamenti elettronici con il registratore di cassa telematico.
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Questo collegamento non prevede l’utilizzo di cavi o altri strumenti, ma avviene attraverso una procedura online nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.
Infatti, per regolarizzare la propria posizione, ciascun esercente dovrà associare la matricola del registratore ai dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico intestati all’attività.
Questo passaggio può essere effettuato anche tramite il proprio commercialista.
Il mancato collegamento col POS è equiparato alla mancata installazione del registratore di cassa, e prevede una sanzione da 1.000 a 4.000 euro e, in caso di recidiva, la sospensione dell’attività.
Nuovo sistema per la determinazione dell’IVA non dichiarata
La Manovra 2026 contiene anche una misura pensata espressamente per garantire le coperture finanziarie, che riguarda la liquidazione periodica dell’IVA.
Si tratta di un nuovo meccanismo, più efficace del tradizionale accertamento, per la determinazione dell’IVA dovuta in caso di omessa presentazione delle dichiarazioni
A questo proposito, si considerano omesse le dichiarazioni:
- non presentate
- con quadri non compilati per la determinazione dell’imposta a debito
Infatti, grazie ai dati ricavati dalle fatture e scontrini elettronici emessi, l’Agenzia delle Entrate potrà calcolare l’IVA dovuta e inviare un avviso di pagamento, con scadenza a 60 giorni.
In mancanza di una risposta da parte del contribuente, l’imposta risulta evasa e viene iscritta a ruolo con sanzioni fino al 120%.
Secondo quanto previsto dalla relazione tecnica, questa misura garantirà un incremento del gettito pari a 646 milioni nel biennio 2026-2027 e 710 milioni nel 2028.
Blocco dei pagamenti delle PA a favore dei professionisti
Anche le condizioni per i pagamenti della Pubblica Amministrazione a favore dei professionisti subiscono un significativo irrigidimento in merito alla regolarità fiscale.
Infatti, la manovra 2026 sostituisce l’attuale normativa, che prevede verifiche solo per compensi superiori a 5.000 euro, e introduce il controllo per qualsiasi importo.
In caso di pendenze, l’agente di riscossione effettuerà una trattenuta diretta pari al debito iscritto a ruolo e verserà al professionista la parte restante del compenso.
Invece, per i compensi superiori ai 5.000 euro, in presenza di cartelle esattoriali non pagate oltre questa soglia, rimane confermato il meccanismo del blocco totale del pagamento .
La norma riguarda esclusivamente i compensi per prestazioni professionali (consulenze, perizie, incarichi legali, etc.) e si applica ai debiti fiscali, multe stradali e contributi previdenziali iscritti a ruolo.
Il pagamento non viene né bloccato né decurtato in caso di:
- procedura di rateizzazione in regola con i versamenti
- adesione alla rottamazione-quinquies
- sospensione della riscossione tramite ricorso o provvedimento amministrativo.
Questa nuova procedura di verifica sarà operativa a partire da metà giugno 2026
Pignoramento sprint dei crediti verso terzi
La Manovra 2026 prevede inoltre di rendere accessibili all’Agenzia delle Entrate-Riscossione i dati del sistema di interscambio delle fatture elettroniche.
In particolare, saranno disponibili i dati aggregati relativi alla somma degli importi delle fatture emesse periodicamente verso gli stessi clienti nei sei mesi precedenti.
Quindi, in presenza di debiti fiscali, l’ADER potrà pignorare i crediti del contribuente, attraverso il blocco dei pagamenti in arrivo delle fatture emesse non ancora saldate.
I nuovi meccanismi di riscossione puntano ad un incremento del recupero dei crediti pari a 140 milioni di euro l’anno.
L’entrata in vigore della Manovra 2026 introduce misure rigorose per la gestione dei debiti con la pubblica amministrazione, segnando un cambio di passo nei rapporti tra contribuenti e Fisco.
Con le nuove norme, la conformità non è più solo un dovere, ma un requisito essenziale per continuare ad operare ed evitare interruzioni del flusso di cassa e delle attività.
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