cosa controllare nella precompilata 2026 - consilium

Dichiarazione precompilata 2026: cosa controllare per evitare errori e sanzioni

La dichiarazione precompilata è stata introdotta in via sperimentale nel 2015 per semplificare e migliorare lo scambio di informazioni tra il fisco e i contribuenti.

Inizialmente comprendeva solo i dati delle certificazioni uniche di dipendenti e pensionati e le informazioni sugli interessi passivi sui mutui, premi assicurativi e contributi previdenziali.

Col tempo ha ampliato le banche dati a cui attinge, e attualmente include moltissime voci di reddito e spesa, rappresentando un importante aiuto per la dichiarazione dei redditi.

Sebbene sia possibile presentare direttamente il modello senza modifiche, anche per evitare i controlli dell’Agenzia delle Entrate sulle spese dichiarate, questa scelta comporta alcuni rischi.

Per esempio, la perdita di agevolazioni o l’indicazione di dati di reddito incompleti che possono causare un avviso di accertamento per infedele o omessa dichiarazione.

Per questo, la dichiarazione dei redditi precompilata è uno strumento prezioso, ma richiede una verifica sistematica prima dell’invio.

Leggi anche: Precompilata 2026: tutte le novità per consultare, modificare e inviare la dichiarazione

Riconciliazione dei redditi e Certificazioni Uniche

I dati relativi ai redditi da lavoro dipendente, assimilati o da pensione vengono precaricati sulla base delle Certificazioni Uniche trasmesse dai datori di lavoro e altri sostituti d’imposta.

È necessario confrontare i valori indicati nel quadro C del modello con i dati esposti nella Certificazione Unica cartacea nei punti:

  • punto 1 (reddito complessivo)
  • punto 21 (ritenute IRPEF)

In particolare, in presenza di più contratti nel medesimo anno fiscale (o in caso di percezione di indennità NASpI), il sistema potrebbe non effettuare correttamente il conguaglio delle imposte.

In questo caso, è necessario verificare l’effettivo debito per evitare successive sanzioni per  dichiarazione infedele.

Allineamento del flusso delle spese sanitarie

Il Sistema Tessera Sanitaria acquisisce e trasmette la quasi totalità delle spese mediche, ma sussistono frequenti disallineamenti con i dati registrati dall’anagrafe tributaria.

Per esempio, risultano spesso assenti i dispositivi medici (es. lenti correttive, protesi), le prestazioni erogate da strutture non convenzionate e le spese sostenute all’estero. 

Per questo, il contribuente deve confrontare il foglio informativo allegato alla precompilata con le fatture e gli scontrini parlanti in proprio possesso e inserire manualmente le voci mancanti nel quadro E.

Gestione dei bonus edilizi e ripartizione delle quote

Anche le detrazioni per interventi di ristrutturazione, riqualificazione e adeguamento agevolati da diversi bonus edilizi richiedono una verifica attenta, soprattutto se sono spalmate in più anni.

Nei Quadri E (Sezioni III A e III B) occorre accertare:

  • la presenza della quota spettante per l’anno in corso
  • la corretta indicazione del numero della rata.

Inoltre, la precompilata attribuisce la detrazione al 100% al soggetto che ha effettuato il bonifico.

In caso di coppia sposata o unione civile, l’altro coniuge può comunque detrarre la sua quota, purché il dichiarante annoti manualmente sulla fattura cartacea la ripartizione della spesa.

Questa annotazione è il documento che tutela il contribuente in caso di controllo formale dell’Agenzia delle Entrate.

Per le coppie conviventi di fatto (more uxorio) il partner può detrarre la propria quota a patto che la convivenza risulti dalla data di inizio dei lavori al momento del pagamento. 

Anche in questo caso serve l’annotazione della quota sulla fattura.

Per i partner che, pur vivendo insieme, hanno residenza anagrafica diversa, il legame affettivo non garantisce al non residente alcun diritto alla detrazione, anche se ha pagato i lavori di tasca propria.

Oneri d’istruzione e altre spese per i familiari a carico

Le comunicazioni inviate da istituti scolastici, associazioni ed enti sportivi presentano storicamente un elevato margine di incompletezza.

Infatti, queste spese (quadro E) non sempre vengono tracciate in automatico, specialmente se i pagamenti sono gestiti da ditte esterne o piattaforme comunali.

Per questo è importante conservare i bollettini o le ricevute dei bonifici effettuati per:

  • mensa, scuolabus, retta di frequenza scolastica (codice 12)  
  • abbonamento e iscrizione alle associazioni sportive (codice 16)

Per le spese universitarie, è necessario verificare la corretta detrazione delle tasse di iscrizione a università statali e private, master o corsi di specializzazione (codice 13). 

Soprattutto, nel caso di studente fuori sede, l’eventuale canone di locazione ai sensi della L. 431/98, che raramente figura nella precompilata, deve essere inserito manualmente (codice 18).

Il bivio fiscale delle erogazioni liberali

Le erogazioni liberali a favore degli Enti del Terzo Settore (ETS), partiti politici ed altre associazioni, godono di un regime fiscale agevolato.

Sebbene l’Agenzia delle Entrate riceva correttamente le informazioni dagli enti beneficiari, la precompilata lascia spesso il campo vuoto, lasciando al contribuente la scelta della modalità di calcolo più conveniente.

Infatti, è possibile scegliere la detrazione per ridurre l’imposta lorda con aliquote che vanno dal 19 al 35% a seconda della natura dell’ente.

Oppure, un’opzione generalmente più vantaggiosa per chi ha redditi con aliquote IRPEF elevate, è la deduzione per abbattere la base imponibile.

In questo caso, gli importi donati sono deducibili per intero, nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato.

Per usufruire delle agevolazioni, il contribuente ha l’obbligo di utilizzare un sistema di pagamento tracciabile. 

Acconti ed eccedenze

Un altro errore nella precompilata potrebbe riguardare ciò che si è già pagato: acconti IRPEF versati tramite F24 o, relativamente all’anno precedente, eventuali crediti «riportati a nuovo».

In questo caso, è necessario confrontare le ricevute F24 e la dichiarazione dei redditi dell’anno precedente con gli importi precaricati nel quadro F della precompilata.

Se si riscontrano disallineamenti, occorre rettificare manualmente gli importi.


L’apporto di modifiche che alterino il reddito o la determinazione dell’imposta comporta la decadenza dal regime di esenzione dai controlli formali.

Il nostro studio è a tua disposizione per integrare opportunamente la dichiarazione precompilata attraverso una corretta valutazione dei costi-benefici, e predisponendo la documentazione idonea a giustificare le variazioni.


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